L'audiofilo è così, a qualsiasi livello, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di migliore o di diverso.. O semplicemente è spinto dal desiderio e dal divertimento di sperimentare nuove alchimie e perdersi nella ricerca di quello che in quel dato momento appaga la sua voglia di musica. A me è capitato qualche mese fa di desiderare un nuovo amplificatore, questa volta integrato, ovvero con stadio pre e finale di potenza uniti nello stesso chassis.
Perchè questa scelta? Principalmente per semplificare un po' la "catena" che vedeva ben tre scatolotti e relativi cavetti solo per l'amplificazione, poi per avere quelle comodità a cui iniziavo a faticare nel dovervi rinunciare (telecomando, tasto di accensione/stand-by), ed infine per colpa di un tarlo che da tempo si era insinuato nella mia mente... Possedere un amplificatore McIntosh!!! ;)
McIntosh è un po' il padre dell'alta fedeltà, il marchio storico per eccellenza sinonimo di qualità e durata nel tempo. Ma al tempo stesso è anche il più discusso, amato, odiato, criticato e osannato marchio tra la variopinta comunità audiofila. Beh, io ho avuto modo di ascoltare molte volte le elettroniche McIntosh in vari negozi e mostre di hifi, avendone sempre un'ottima impressione, e poi quegli occhioni blu, i famosi V-meter... come resistere al loro immenso fascino? :D
Insomma, dopo molte ricerche e indecisioni alla fine ho trovato quello che faceva per me, un integrato usato ma realmente pari al nuovo, modello MA6600, da 200W per canale e ovviamente i mitici Autoformer (oggetto delle più grandi controversie sui forum di tutto il mondo)!
Non è stato facile rinunciare, dopo tre anni di encomiabile servizio e godimento sonoro, agli splendidi pre e finale Spectral; posso affermare che sono ai vertici della qualità musicale, con delle eccellenze forse ineguagliabili per quanto riguarda trasparenza e velocità, oltre ad un fantastico stadio phono. Ma quando si arriva a questi livelli subentrano altri elementi e criteri di valutazione. Meglio Ferrari o Lamborghini? Rolex o Jaeger LeCoultre? Cristiano Ronaldo o Messi? McIntosh, Spectral o Accuphase? Non c'è risposta a queste domande e non ci sarà mai.
Ognuno di noi ha la sua sensibilità e scala di valori, e il bello è proprio questo.
Durante un ascolto in una recente mostra di hifi mi è stata consegnata una scheda di valutazione su "trasparenza", "micro e macro dettaglio", "dinamica", "sound stage" e altre minchiate del genere. Quando ascolto la musica da un impianto hifi mi fido solo di un parametro: l'emozione che riesce a trasmettermi, il piacere che provo nel perdermi dentro strumenti e voci.
Il mio nuovo MA6600, con i suoi 34Kg, ha prepotentemente preso posizione al centro del mobile che ospita le altre elettroniche (facendole anche un po' sfigurare), e domina tutto il salone con i suoi enormi occhioni blu. Quando lo ascolto sono come ipnotizzato, una specie di trans sensoriale ed emozionale... Potrei ascoltare per ore e ore il suono limpido e avvolgente che esce da quegli occhioni - e ovviamente da tutto il resto - e anche se sicuramente non sarà il massimo su tutti i "parametri audiofili", di sicuro riesce a trasmettermi tutte le emozioni che voglio provare quando ascolto la mia musica preferita! Viva i McIntosh!!!!!