lunedì 22 luglio 2013

Wayne Shorter... un Highlander!


Non capita certo tutti i giorni di poter assistere ad un concerto di uno dei più grandi jazzisti della storia, di quelli degli anni d'oro del jazz ('50-'60), di quelli che hanno suonato con Miles Davis, Bud Powell, Thelonious Monk o Charlie Parker... 

Beh, ieri c'è stata questa grande occasione alla Cavea dell'Auditorium, e Wayne Shorter, 80 anni "suonati", si è presentato con il suo quartetto di fronte ad una platea a dire il vero non delle grandi occasioni. Bisogna ammettere che solo un'ora prima si era abbattuto un forte temporale che forse ha scoraggiato i meno convinti, in ogni modo sono certo che Wayne meritasse un tutto esaurito!

Fatta questa premessa, l'esibizione del sassofonista di Newark è stata, per così dire, intensa ed essenziale.
Con la sua band, sono saliti sul palco senza dire una parola, e senza dire una parola, dopo un'ora e mezza e un bis, se ne sono andati. Forse avrebbero potuto almeno salutare e ringraziare un pubblico coraggioso e arricchito di molte persone straniere.

Comunque il concerto era strutturato in due parti ben distinte: la prima è stata una performance direi d'avanguardia, con suoni e ritmi incalzanti e a volte frenetici, tirati senza respiro per 50 minuti... Si, avete letto bene, 50 minuti senza soste.. senza nemmeno il tempo di fare un applauso! 

Personalmente li ho trovati un po' pesanti (non vi dico Marisa che stava lì lì per abbandonare, come hanno fatto decine di persone...).

Poi una pausa, un lungo applauso, e via alla seconda parte del repertorio questa volta più soft, classico, piacevolmente orecchiabile nella splendida cornice della Cavea.

Wayne che passava da un Sax tenore and un Sax alto, Patitucci al basso, preciso e ritmato, Perez al piano melodico ma vibrante, Blade che ha letteralmente "malmenato" rullante, tom e piatti, alternando carezze ad accenti di grande intensità, fino a perdere una bacchetta verso la fine della serata.

Insomma, i più tenaci sono stati premiati. Mr. Shorter, con il suo quartetto, ha fatto il suo inchino di commiato ed ha lasciato il palco un po' alla chetichella... ma noi lo perdoniamo, a 80 anni "suonati" e una carriera così brillante ci si può permettere anche questo!


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